Diabete e Sport: quali gli sport da preferire e quale programma di attività fisica adottare

L’attività fisica può aiutare a curare il diabete di tipo 2 oppure ridurre sensibilmente il fabbisogno insulinico nel paziente insulino-trattato. Pensiamo solamente che fare due o tre piani di scale ogni giorno, sforzo peraltro molto modesto, non solo riduce sensibilmente il rischio cardiovascolare, cioè il rischio di andare incontro negli anni a infarto, malattia coronarica in genere, ma anche il peso corporeo, ecc.

Mediamente è opportuno assumere 15 grammi di carboidrati (1 pacchetto di cracker, 1 bevanda zuccherata, 1 succo di frutta) prima di iniziare l’attività fisica se questa dura non più di 30/40 minuti. Se si supera l’ora di attività fisica si rende necessario un supplemento di 30-40 gr di carboidrati (un piccolo panino) per ogni ora di attività fisica. È necessario assumerle un po’ prima per dare tempo all’organismo di avere quelle energie di pronto impiego che poi verranno consumate durante le attività.

Non tutti gli sport sono uguali sul piano metabolico e diversi sono anche i vantaggi che i diabetici possono trarne. Le parole “aerobico” e “anaerobico” si riferiscono alla capacità dei muscoli di “bruciare” il glucosio in presenza o in carenza di ossigeno. Nel primo caso il glucosio sarà “bruciato” completamente fornendo molta energia e senza lasciare scorie (metabolismo ecologico ed economico) e inoltre ha la caratteristica di un’alta resa energetica. In caso di esercizi svolti con metabolismo prevalentemente anaerobico il glucosio sarà “bruciato” solo in parte producendo poca energia e una scoria chiamata acido lattico che “intossica” i muscoli. Naturalmente gli sport più adatti al diabetico sono quelli aerobici specie se effettuati a media intensità in modo da “allenare”, ma non affaticare il cuore.

Il vestiario deve essere leggero e consentire una normale traspirazione della pelle per evitare il rischio di colpi di calore. Le scarpe devono essere di buona qualità, comode, senza cuciture interne, ben ammortizzate e dovranno avere un plantare amovibile, sostituibile con uno specifico in caso di cavismo o eccesso di carico a livello delle teste metatarsali (attenzione alle callosità in quel punto!). Anche i calzini sono importanti: essi devono essere di materiale spugnoso in modo da evitare gli sfregamenti e la relativa formazione di bolle. Un cappellino e una borraccia di acqua, non devono mai mancare.

Possono essere utili bevande blandamente zuccherate contenenti sali minerali, reperibili facilmente in commercio; la quantità di acqua necessaria varia a seconda della temperatura esterna ma non deve mai essere inferiore a 200 ml/ora di attività sportiva. Si ricorda che una disidratazione eccessiva può essere molto. Va infine tenuto presente, per chi va in montagna che oltre 2500 m di altezza alcuni glucometri per l’autocontrollo glicemico possono dare valori lievemente differenti rispetto al livello del mare, a causa della diversa pressione parziale dell’ossigeno, della variazione dell’ematocrito e della basse temperature.

Da non dimenticare che è opportuno assumere 15 grammi di carboidrati (1 pacchetto di cracker, 1 bevanda zuccherata, 1 succo di frutta) prima di iniziare l’attività fisica se questa dura non più di 30/40 minuti. Se si supera l’ora di attività fisica si rende necessario un supplemento di 30-40 gr di carboidrati (un piccolo panino) per ogni ora di attività fisica. È necessario assumerle un po’ prima per dare tempo all’organismo di avere quelle energie di pronto impiego che poi verranno consumate durante le attività.

Ecco elencati gli sport più indicati per chi soffre di diabete:

SPORT AEROBICI

Jogging

Corsa lenta

Sci di fondo (lento)

Nuoto (lento)

Ciclismo (lento, in piano)

Danza aerobica

Pattinaggio

...tenendo presente alcune indicazioni:

Il programma di attività fisica deve essere iniziato con prudenza e proseguire con graduali aumenti.

  1. Ogni allenamento deve iniziare con una fase di riscaldamento e terminare con una fase di raffreddamento (defaticamento) di almeno 5 minuti.
  2. Fare stretching (allungamento muscolare) e, salvo controindicazioni, attività aerobica 3-5 volte alla settimana.
  3. Segnare in un diario l’allenamento praticato e la sensazione soggettiva di sforzo fisico provato.
  4. Fissare gli obiettivi realistici ed eventualmente modificarli in base alle condizioni psicofisiche.
  5. Imparare a fare l’autocontrollo della glicosuria, della chetonuria e della glicemia, soprattutto quando si pratica terapia farmacologica (insulina o anti-diabetici orali).
  6. In caso di terapia con insulina e anti-diabetici orali controllare sempre la glicemia prima e dopo l’esercizio fisico e, se l’allenamento è lungo, anche durante.
  7. Non fare attività fisica se la glicemia è maggiore di 300 mg %, o se maggiore di 250 mg% ma con presenza di chetonuria, o se è minore di 80 mg% se si è in terapia con farmaci ipoglicemizzanti (orali o insulina).
  8. Regolare l’alimentazione e la terapia insulinica in funzione dell’intensità e della durata dell’allenamento previsto, in accordo con il diabetologo.

(a cura della Diabetologa della Cittadella Socio Sanitaria di Cavarzere, la Dottoressa Gemma Frigato)

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